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Ridurre l’impatto dell’attività agricola sull’ambiente

  • Rielaborazione degli incentivi agricoli come impiego eco-compatibile degli strumenti esistenti;

  • Adozione di norme sulle aree cuscinetto: lasciare inutilizzato il 10% delle superfici agricole aziendali in modo da ripristinare gli elementi paesaggistici all’interno delle aree rurali, attraverso la creazione di piccoli biotopi, siepi e muri a secco quali habitat vitali per animali utili all’agricoltura e per numerose altre specie attualmente in pericolo di estinzione.

  • Incentivazione all’uso di metodi alternativi ai fitofarmaci.

  • Rinaturalizzazione e rivitalizzazione dei fossati: nelle aree dedicate a colture intensive e specializzate, prevedere la creazione di stagni e di acque ferme quali habitat per gli anfibi e gli insetti acquatici;

  • Interventi normativi più severi che regolino l’acquisto e l’uso di fitofarmaci: attualmente chiunque può acquistare sostanze pericolose e disseminarle nelle campagne, con grave rischio per gli animali selvatici, domestici e per le persone;

  • Creazione di zone tampone nei pressi delle acque e dei biotopi protetti al fine di ridurre l’eutrofizzazione e l’immissione di pesticidi nei corsi d’acqua e nelle aree protette;

  • Maggiore incentivazione al mantenimento di frutteti tradizionali e di singole piante a portamento arboreo che costituiscono un ambiente ideale per molte specie animali in pericolo (ghiri, upupa, torcicollo, pipistrelli);

  • Conservazione di antiche varietà e razze attraverso sostegni economici ai contadini che mantengono nei loro campi varietà e razze che stanno scomparendo;

  • Diversificazione delle colture: favorendo le aziende miste e la diversità colturale, penalizzando le aziende che praticano la monocoltura;

  • Obbligo di piantare siepi lungo le strade statali o provinciali e comunali con traffico elevato, al fine di ridurre le sostanze inquinanti (cadmio, cromo, nichel) nella frutta prodotta;

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